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20 aprile 2018

“Los Picos 6500”: Nicolini e i fratelli Franchini in un grande concatenamento sulle Ande

Un sogno nel cassetto......un sogno che si è realizzato, concatenare tutte le 13 cime più alte di Argentina, Cile, Bolivia.

 
Prime vette nelle Ande per gli alpinisti trentini Franco Nicolini, Tomas Franchini e Silvestro Franchini, attualmente impegnati nel loro progetto Los Picos 6500. L’idea è salire le 16 più alte vette oltre i 6500 metri delle Ande Sud Americane in 60 giorni circa. Finora salite Aconcagua, Tupungato e Mercedario. Ad accompagnarli l’amico ed alpinista Michele Leonardi.

Aconcagua, Tupungato e Mercedario. Sono queste le prime tre cime salite in tutta velocità dagli alpinisti trentini Franco Nicolini e Tomas e Silvestro Franchini. Dopo oltre un anno di preparativi, i tre si trovano attualmente nelle Ande per inseguire un progetto affascinate e complicato, ovvero la salita delle 16 montagne oltre i 6500 metri delle Ande.

Salire soltanto una di queste cime nella catena montuosa che corre lungo il fianco occidentale dell'America meridionale sarebbe un sogno per molti ma Nicolini e i fratelli Franchini vorrebbero, appunto, salirle tutte e 16. Per farlo si sono dati all’incirca 60 giorni… Un sogno che prima della partenza Nicolini aveva spiegato così: "Solo l'idea mi piace tantissimo, è un po’ continuare con lo spirito di quel mio alpinismo che pratico da una vita. Questa volta applicato alle alte vette del Sud America." 

Ricordiamo a questo proposito altri due grandi progetti realizzati da Nicolini in passato: il concatenamento delle 106 vette dolomitiche oltre i 3000 metri in 50 giorni con Mirco Mezzanotte nel 2007 e il concatenamento delle 82 vette delle Alpi oltre i 4000 metri in 60 giorni con Diego Giovannini nel 2008.

Dopo l'arrivo in Argentina i tre hanno salito l’Aconcagua, con i suoi 6965 metri la montagna più alta del continente. Un esordio realizzato con un ruolino di marcia impressionate. Appena arrivati al campo base Plaza de Mulas: preparazione del campo avanzato Nido de Condores a 5500 m e ritorno al campo base il primo giorno, risalita a 5500m il secondo giorno e poi la cumbre alle 3:30 del terzo giorno e discesa al campo base. In cima anche l’amico ed alpinista Michele Leonardi che seguirà il terzetto per le riprese, per la logistica e, come aveva spiegato Nicolini, "magari con la salita di qualche montagna."

Dopo questa partenza fulminea il gruppo si è spostato in Cile per tentare "la montagna delle tempeste", ovvero il Volcan Tupungato. Come previsto hanno dovuto lottare contro un fortissimo vento, infatti dopo essersi alzati alle 3 di mattina hanno posticipato la partenza fino alle 06:15 a causa delle forti raffiche. Per raggiungere la cumbre a 6570m gli aspettavano 7 km e 2100 metri di dislivello, gradati complessivamente D+. La vetta è stata raggiunta prima dai fratelli Franchini, poi alle 14:45 da Nicolini e Leonardi. Dopo le foto di rito la rapida discesa e alle 18:45 tutti e quattro erano già al campo base a festeggiare. Il 12 marzo invece è stata la volta della cima del Mercedario 6701m, raggiunta dopo aver lottato contro vento fino a 80-90 km/h. "Fatichiamo a stare in piedi…" ha raccontato Tomas Franchini "La forza della natura è incredibile su questi colossi!"

Attualmente il tour degli alpinisti trentino si sta dirigendo verso i 6.759 metri del Monte Bonete. Parlandoci del suo progetto prima della partenza Nicolini aveva spiegato "Gli Stati che andremo a transitare dove si trovano queste montagne sono Cile, Argentina, Bolivia e Perù. Proprio in Perù ci sono le due ultime montagne dove pensiamo che avremo grossi problemi di condizioni in quanto arriveremo in tardo inverno, inizio primavera… vedremo."

 

Dichiarazioni dell'alpinista Nicolini

"Circa un anno fa la condivisione del futuro viaggio alpinistico in Sud America con Tommy e Silvestro e subito e già praticamente un grosso progetto avviato che si materializza nel concatenare tutte e 16 le vette più alte oltre i 6500 metri delle Ande in continuità.

Alcuni mesi prima della partenza un problema ad ottenere un permesso invernale per Aconcagua ci costringe a partire nell'ultima parte della buona stagione, anticipando la partenza a fine febbraio in modo che seguendo il nostro programma preparato a tavolino e andando avanti con tutte le altre montagne ci troviamo ad essere al Sajama in Bolivia troppo presto per affrontare i due Huascaram e lo Yerupaia in Perù che saranno in condizioni quasi invernali quindi pericolosi per valanghe. 

Poco prima di partire cambio di programma e decidiamo già di dividere il progetto iniziale in un grosso progetto di salita dei 13 colossi di Argentina, Cile e Bolivia e poi in autunno con buone condizioni i tre restanti in Perù.

Altra grossa novità, alcune settimane prima della partenza si aggiunge il giovane Michele Leonardi che si rivelerà un bravo andinista d' alta quota salendo con noi tutte le montagna.

Sono felice.....anzi siamo felici per primi abbiamo pensato e realizzato un mega concatenamento salendo le 13 più alte montagne del Sud America in 43 giorni sobbarcandoci migliaia di km per i trasferimenti.

Un immenso grazie alla squadra logistica formata dagli amici Rolando Linzing, Guilermo Almarez e Marco Calamarro....senza di loro niente! Infine le persone più importanti di questa avventura alpinistica i due fratelli Franchini, da me definiti due autentici "animali da montagna " GRANDI ! Un enorme bravo a Michele che ha condiviso con noi tutte le fatiche.

Questa avventura tra questi colossi Andini è stata autentica e selvaggia, da non sottovalutare ma sopratutto da conoscere anche per la loro storia alpinistica costruita dagli Indios molto prima che sulle Alpi.

Concludo questo pensiero festeggiando questo risultato con un arrivederci al prossimo autunno per le due salite Peruviane, ma questa è un'altra storia, intanto ci godiamo questo bel risultato per noi e l'alpinismo Italiano nel mondo."

Nicolini Franco