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26 giugno 2020

HIKING: come prepararsi al meglio?

I consigli dell'esperto Marco Confortola

HIKING: come va affrontato?

I consigli dell'esperto Marco Confortola - Mountain Guide & Alpinista & Formatore per introdurci al mondo dell'escursionismo con tutte le precauzioni necessarie. 

Questa estate godiamoci una bella vacanza tra le cime nostrane in totale sicurezza!

Tra i più noti scalatori italiani, Marco Confortola ci introduce all’hiking con un consiglio prezioso:
«Non sottovalutate l’escursionismo, si può finire nei pasticci. Portatevi sempre un kit di primo soccorso, un orologio con altimentro e noleggiate un telefono satellitare se la vostra  destinazione è senza campo»

Lo sappiamo bene, quest’estate non si potranno fare proprio tutte le attività sportive. Ma la montagna non tradisce mai perché – come ripeto sempre – non si tratta di sport ma di uno stile di vita. E le opportunità che offre sono numerose: come l’hiking, l’espressione inglese che indica l’escursionismo. È diverso dal trekking, che indica il camminare lungo percorsi più complessi.

L’hiking, invece, prevede camminate su sentieri già segnati, meno tecnici. Dire che l’hiking è l’iniziazione alla montagna ma guai a sottovalutarlo: pure nell’escursionismo si può finire nei pasticci. Lo so bene: oltre che Guida Alpina, Alpinista Himalaista, Testimonial Rifugi Lombardia, scrittore, formatore aziendale, sono anche tecnico elisoccorso 118 base Caiolo. Non è raro, per esempio, farsi male a inizio estate, quando si incontrano dei canali dove ci può essere ancora neve valanghiva: senza le scarpe adeguate, si può scivolare e farsi male. Bisogna dare priorità alla sicurezza. Piuttosto chiedete informazioni alle guide alpine e ai rifugisti prima di avventurarvi in una valle.

In ogni caso un kit di primo soccorso è buona norma averlo dietro: è sufficiente per pulire e disinfettare una ferita o un’escoriazione. Meglio avere un orologio con altimetro e bussola: nei rifugi è sempre specificata l’altitudine, così si può tarare, indicare la quota corretta e poi partire. In tal modo, se ci si trova in difficoltà, si comunica l’altezza esatta ai soccorritori.

Prima di scegliere un percorso, consiglio di informarsi sul campo telefonico, altrimenti è preferibile avere un telefono satellitare (si può noleggiare).

Imparare a vestirsi è importante: alla maglietta in cotone, che assorbe il sudore e trattiene il bagnato, preferisco quelle traspiranti. Così la schiena resta all’asciutto e si evitano dolorose conseguenze. Poi un gilet antivento e un pile leggero . E, dato che in montagna il tempo cambia rapidamente e c’è il rischio acquazzone, con un guscio (per esempio una giacca in goretex) e dei sovrapantaloni leggeri si resta all’asciutto.

Mi raccomando lo zaino: che sia impermeabile, inutile portarsi il cambio se si bagna! Con maglietta, calze e mutande asciutte arrivi sudato, ti cambi e ti cambia anche il mondo! Consiglio anche di avere un telo termico: è leggerissimo ma in caso di brutto tempo o di infortunio evita la dispersione di calore. Sembra incredibile, ma evita brutti incidenti anche un paio di guanti leggeri: se si sente freddo, viene istintivo mettere le mani in tasca ma se poi si inciampa, la testa picchia a terra. Immancabili poi un cappellino e crema solare per evitare insolazioni e una bandana per ripararsi in caso di venticello.

Infine la cartina: in montagna è fondamentale come il navigatore sulla macchina.

I bastoni sono utili soprattutto in discesa, fanno scaricare tanti chili dalle ginocchia e dalla schiena. Ma bisogna scegliere quelli adeguati alla funzione richiesta. Inoltre, durante le escursioni è forse più importante idratarsi correttamente che alimentarsi: non bere solo quando si ha sete ma a intervalli regolari, un sorso ogni mezz’ora. Vanno bene acqua e integratori.

Chi si diverte a ripercorrere il cammino fatto, può contare su numerose applicazioni.

Io, invece, tre anni fa ho creato un gioco in scatola: La sfida agli 8.000 (prima di Natale uscirà la versione aggiornata e tradotta anche in inglese). Bisogna conquistare tutti gli 8.000 rispondendo a domande di ogni tipo, da come ci si comporta su una cresta, in un rifugio fino alla storia dell’alpinismo e a come si chiama l’elisoccorso. Si parla pure di sci alpino e nordico.

Perché anche sciare, ciaspolare, camminare significa vivere in pieno la montagna.

 

Credit to Corriere della Sera. Riproduzione Vietata

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