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12 gennaio 2018

Dakar 2018 - A bordo con Bauer

Edoardo Bauer, fotografo e giornalista freelance racconta il dietro le quinte della Dakar

 

Chi è Edoardo Bauer

Giornalista e fotografo da trent'anni, viaggiatore da sempre. La passione per l'Africa ed i suoi deserti ha portato Edoardo Bauer a seguire le gare di Rally Raid di mezzo mondo, raccontando le gesta dei piloti sia attraverso le immagini della sua Nikon sia con la tastiera del computer. Ha lavorato per tanti anni nell'organizzazione del Rally dei Faraoni in Egitto, a fianco di Kacky Ickx, Daniele Cotto e Vincenzo Lancia e, dal 2010, segue con costanza la Dakar ed il Mondiale Cross Country Rally, raggiungendo ogni anno luoghi come Dubai, Abu Dhabi, Qatar, Argentina, Cile, Perù, Bolivia e Marocco.

Titolare dell'agenzia RallyZone assieme al collega Cristiano Bami, lavora per clienti come Toyota, Mini X Raid, KTM, Husqvama, Honda, Yamaha e molti altri.

Pubblica annualmente un libro fotografico che racoglie le migliori immagini della stagione dei grandi Rally. Appassionato di moto prima, e di auto e fuoristrada dopo, nei suoi tanti viaggi ha visitato più volte Libia, Egitto, Marocco, Tunisia, Siria, Giordania, Armenia, Georgia, Azerbaijan, Namibia, Sudafrica, Botswana, Tanzania e Perù. 

 Dakar, dietro le quinte

"Essere parte integrante di quello che è l'evento fuoristrada più conosciuto al mondo è stata un'esperienza che ha fatto da spartiacque al mio percorso professionale.

Da allora la Dakar è diventata un appuntamento fisso di inizio anno e dopo averne seguite sei da giornalista ho deciso di dedicarmi prevalentemente alla fotografia, lavoro che ti permette di vivere la gara in modo molto diverso, più dall'interno, ma certamente in modo più difficile su tutti i fronti.

La Dakar è una gara durissima, il rally più difficile al mondo. Lo è per chi gareggia, per i fotografi a vvolte è anche peggio. E' necessario svegliarsi e partire prima dei piloti, per essere in posizione quando i primi arrivano. Alle volte si parte la notte prima, si raggiunge la location stabilita e si dorme in prova speciale. Se resti al bivacco devi alzarti solitamente alle 3 del mattino. Mediamente percorri 5/600 km al giorno, a volte anche 1.000. Si passano circa cinque o sei ore scattando foto, in qualsiasi condizione immaginabile, poi si salta in macchina e si comincia a selezionare il materiale del giorno. Servono almeno un paio d'ore, poi bisogna inviare il materiale ai clienti. Questo è uno degli aspetti più complessi.

Siamo talmente abituati ad essere sempre connessi, che trovarsi in mezzo al nulla senza segnale telefonico assume i contorni di una tragedia. La connessione internet, per il nostro lavoro, è vitale: in Europa il fuso è avanti e gli uffici stampa attendono fibrillanti il materiale fotografico. Spesso la connessione cellulare ti consente di inviare rapidamente le foto: in Perù funziona abbastanza bene, in Bolivia benino, in Argentina è un disastro. Per questo ci affidiamo alla connessiona satellitare fornitaci da Intermatica di Roma, un perfetto punto di riferimento per tutto quello che riguarda telefonia e internet satellitare.

L'appartato che usiamo è composto da una grossa antenna che si fissa magneticamente sul tetto dell'auto e da un'unità centrale che si monta all'interno, permettendo di essere connessi anche mentre si guida, cosa che fa risparmiare molto tempo rispetto alle soluzioni portatili fisse."

Thanks to TuttoFuoriStrada per l'intervista.

Foto di @Edorardo Bauer - RallyZone

 

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